RAFFREDDAMENTO
DELLO ZENER
La
corrente che attraversa un diodo zener, impiegato come elemento
stabilizzatore di tensione di un carico ad assorbimento variabile, è
inversamente proporzionale a quella del carico stesso. Ovvero, ad un
aumento di corrente, attraverso il dispositivo utilizzatore, corrisponde
una diminuzione di questa nello zener. E si può anche dire che, più
corrente assorbe il carico, meno ne passa attraverso il diodo zener.
Detto questo, è facile comprendere come il diodo zener dissipi una
sempre maggiore quantità di energia, in pratica di potenza elettrica,
al diminuire della corrente erogata dal circuito in uscita. Ma lo zener
dissipa maggior potenza anche quando la tensione da stabilizzare aumenta
di valore e viceversa.
Il
primo dei due concetti ora esposti può essere facilmente appurato
eliminando il carico in un qualsiasi circuito stabilizzatore, per
controllare come lo zener si riscaldi oltre misura. Ovviamente, questa
è una condizione elettrica limite, da realizzare per breve tempo e per
soli motivi di curiosità. Il secondo concetto, invece, può essere
facilmente trasferito in pratica, elevando la tensione di alimentazione
del circuito di figura 5, dal valore di 9 Vcc a quello di 18 Vcc e
posizionando il cursore del potenziometro R2 sul valore resistivo
massimo consentito. Ci si accorgerà subito che lo zener raggiungerà
una temperatura elevata, tale da richiedere l'impiego di un buon
dissipatore di calore da applicare al diodo nel modo indicato in figura
12. I due elementi sono di ottone, elettricamente separati tra loro e
ciascuno di questi saldati a stagno sui reofori del componente.
Fig.
12 - Radiatore per raffreddare un diodo zener
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