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Il
diodo varicap, il cui simbolo elettrico, da tutti adottato nella
composizione degli schemi teorici, è pubblicato in figura 1, assume il
compito di sostituire il vecchio e tradizionale condensatore variabile,
montato nella maggior parte degli apparati radioriceventi. Ma non da
solo, ovviamente, bensì in accoppiamento con un comune potenziometro,
come quello che regola il volume dell'audio attraverso l'altoparlante, o
l'altro che controlla la tonalità dei suoni. In pratica, dunque, mentre
con il condensatore variabile il comando manuale di sintonia si
identifica con la manopola sul perno di tale componente, con il diodo
varicap l'elemento di pilotaggio della sintonia. del ricevitore radio,
è rappresentato dal perno di un potenziometro. Detto questo, serve ora
descrivere il diodo varicap, il suo comportamento nei circuiti reali, le
principali caratteristiche elettriche dei modelli non professionali e
facilmente reperibili sul mercato della componenti e, infine, un esempio
applicativo del semiconduttore nel progetto più elementare di un
apparecchio radioricevente.

Fig. 1 - Simbolo
circuitale del diodo varicap
FISICA
DEL VARICAP
Fra
il diodo varicap e il diodo comune a semiconduttore esiste una evidente
somiglianza. Oltre alla somiglianza del simbolo anche la struttura fisica interna non cambia molto,
giacché qualsiasi diodo a giunzione si comporta come un varicap, anche
se per disporre di sensibili variazioni di capacità, si debbono
utilizzare diodi appositamente concepiti. Il comportamento del diodo
varicap dipende dalla formazione, nella zona di giunzione, di due strati
di cariche elettriche, che si possono assimilare alle due armature di un
condensatore piano a facce parallele. Questi strati sono separati tra loro da una zona, che
negli schemi di figura 2, è indicata con la lettera "d" e
viene chiamata "deplation layer", ovvero strato a zona di
svuotamento. La zona "d" è priva di cariche
elettriche e si comporta come un elemento isolante, del tutto
assimilabile al dielettrico di un condensatore, variabile o fisso che
sia.
Fig. 2 - diodo inversamente polarizzato con una
tensione bassa ( sinistra ) e alta ( destra)
Lo schema a sinistra di
figura 2 è alimentato con la tensione continua di 1,5V, quello a destra
della da un
generatore in continua da 25V. In entrambi gli schemi i diodi a
semiconduttore sono polarizzati inversamente, ossia i catodi sono
collegati con la tensione positiva, gli anodi con quella negativa. I
diodi, quindi, non possono condurre corrente. Ma la polarizzazione
inversa è quella che provoca la formazione della zona isolante, in
pratica del dielettrico del condensatore. Gli schemi di figura 2
dimostrano un altro importante fenomeno, quello della variazione della
capacità col variare della tensione inversa applicata al diodo varicap.
Infatti, con la tensione di 1,5V, la zona "d" è stretta, con
la tensione più elevata di 25V, la zona "d" è molto più
larga. Ricordando che la capacita di un condensatore a facce parallele
e' inversamente proporzionale alla distanza delle armatura affacciate,
si deduce che si ha un aumento di capacità con tensioni basse e
una diminuzione con quelle alte.
Concludendo: quando si
fa variare opportunamente la tensione inversa, applicata fra anodo e
catodo del diodo varicap, si ottengono valori capacitivi diversi ed il
varicap si comporta come un condensatore variabile
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