Negli
impianti funzionanti a corrente alternata sinusoidale, le tensioni e le
correnti vengono rappresentate mediante fasori (vettori rotanti). Accade
pertanto che in funzione del tipo di utilizzatore il vettore tensione
può essere in fase con il vettore corrente, oppure sfasato in anticipo
o in ritardo. Generalmente, nelle
applicazioni industriali, gli utilizzatori sono di tipo ohmico-induttivo
e possono presentare un angolo di sfasamento tensione-corrente φ
che può essere anche particolarmente elevato. Si
rende allora necessario rifasare, cioè diminuire tale angolo per
ridurre il modulo della corrente totale IT circolante in linea e di
conseguenza la potenza persa. Per rifasare si allaccia in parallelo al
carico un condensatore che assorbe una corrente IC sfasata di 90° in
anticipo rispetto la tensione come mostrato nella Fig. 1.

Fig.1
Esempio di rifasamento di un carico ohmico-induttivo e diagramma
fasoriale prima del rinfasamento (interruttore T aperto) dopo
rifasamento (interrutore T chiuso)
Il
valore della capacità C, necessaria per effettuare il rifasamento
totale, oppure parziale (nel contratto con l’Ente distributore è di
norma sufficiente garantire un cosϕ ≥ 0.9) è
dato dalle seguenti formule:
rifasamento
totale

rifasamento
parziale

dove:
P
= potenza attiva dell’utilizzatore;
tgφ =
tangente dell’angolo ϕ dell’utilizzatore (ricavabile dal
cosφ dello stesso) ovvero sia rapporto tra la reattanza induttiva e
la resistenza dell’utilizzatore;
tgφ’
= tangente dell’angolo φ’ ossia dell’angolo tensione-corrente
dopo il rifasamento (nel caso si rifasi a cos φ’ = 0.9 si ha : tg
φ’= 0.484);
f
= frequenza di rete (50 Hz);
V
= tensione di rete di alimentazione dell’utilizzatore.
Il
rifasamento di un impianto porta vantaggi economici sia per chi rifasa
(riduzione nell’addebito di energia reattiva da parte dell’Ente
distributore) sia per l’Ente stesso che riduce le perdite sulle linee
e quindi riduce le spese di generazione e trasporto dell’energia
elettrica. Inoltre, il rifasamento
consente di:
-
aumentare la potenzialità dell’impianto esistente perché a parità
di dimensioni (trasformatori e cavi) viene utilizzata maggiore energia
attiva;
-
ridurre le cadute di tensione lungo la linea elettrica e sull’impianto
interno.