L’oscilloscopio analogico
è uno degli strumenti di misura più importanti in una laboratorio
elettronico. Parecchi sono i motivi che lo rendono uno dei principali
strumenti per l'analisi e il test non solo di strutture elettroniche, ma
anche di tutti quei sistemi nei quali l'impiego di opportuni trasduttori
permette di avere a disposizione dei segnali elettrici indipendentemente
dalla natura fisica delle originali grandezze da analizzare.
La funzione principale di un oscilloscopio consiste essenzialmente nel
rappresentare sullo schermo di un tubo a raggi catodici l'andamento di
una generica tensione vy in funzione di un'altra tensione vx cioè
fornire la curva:
vy = f(vx)
Tale curva è generalmente
rappresentata rispetto a una coppia di assi cartesiani ortogonali; in
qualche caso vengono utilizzati anche diagramma di tipo polare, che non
saranno però presi in esame in quanto segue.
La modalità di funzionamento più usuale per un oscilloscopio consiste
nel rendere una delle due tensioni, generalmente la vx proporzionale
al tempo; è così possibile visualizzare sullo schermo l'andamento
temporale della tensione vy
vy = g(t)
in questo caso si dice che
l'oscilloscopio funziona in base dei tempi.
L'andamento temporale di un segnale può essere ottenuto anche mediante
altri strumenti, che assumono diverse denominazioni, come ad esempio
registratori plotter o altro, ma che fondamentalmente sono formati da un
equipaggio scrivente in grado di lasciare una traccia su carta; in ogni
caso, però, poiché l'equipaggio scrivente è dotato di una inerzia non
trascurabile, è possibile tracciare il diagramma temporale solo di
segnali che evolvono molto lentamente.
In un oscilloscopio, invece, l'elemento scrivente è formato da un
fascio di elettroni che eccita, provocando l’emissione di energia
luminosa, delle opportune sostanze depositate sullo schermo di un tubo a
raggi catodici, rendendo in tal modo visibile la sua posizione. Essendo
l'inerzia del fascio di elettroni particolarmente piccola, è possibile
visualizzare l'andamento temporale anche di segnali che variano molto
rapidamente.
È interessante rappresentare sullo schermo dell'oscilloscopio anche
l'andamento della curva vy = f(vx), dove vx e vy
provengono entrambe dall'esterno; si dice in questo caso che
l'oscilloscopio è utilizzato in modalità xy.
Anche se meno frequente, esiste una terza possibilità di impiego di un
oscilloscopio nella quale si utilizza un ulteriore segnale esterno vz
mediante il quale si ottiene una modulazione dell'intensità del
fascio elettronico di scrittura, di solito nella forma "tutto o
niente". In questo caso si dice che si agisce sull'asse z; è
possibile eseguire in tal modo alcune interessanti misurazioni.
Da quanto detto è quindi facile intuire le notevoli possibilità
applicative di un oscilloscopio. Nel seguito sarà presentata la
struttura generale di questo strumento; in particolare, i singoli
blocchi costituenti saranno illustrati da un punto di vista funzionale;
le corrispondenti realizzazioni circuitali dipendono infatti
dell'evoluzione della tecnologia elettronica, dal costruttore e dal
modello considerato