Per assimilare i concetti
di tensione, corrente e resistenza, si debbono ricordare alcuni elementi
fondamentali dell'elettricità, facendo riferimento a quell'importante
dispositivo, in grado di generare cariche elettriche di nome diverso,
positive e negative, che è il generatore e che si identifica, quale
esempio più immediato, nella pila. Prenderemo dunque in considerazione
la più comune delle pile a secco, quella piatta a 4,5 V rappresentata
in figura 1a, che costituisce il risultato del collegamento in serie di
tre pile da 1,5 V ciascuna, come indicato in figura 1b.

a)
b)
c)
Fig. 1 - a) La pila è
un generatore di tensione di tipo chimico. b) - La pila
piatta da 4,5 V è internamente composta dal collegamento in serie di
tre elementi da 1,5 V ciascuno. II primo e l'ultimo morsetto libero
rappresentano i poli della pila piatta, quello positivo e quello
negativo. c) - Tipico modello di pila a torcia da 1,5 V. II
morsetto positivo è rappresentato dall'elettrodo centrale, quello
negativo dall'involucro metallico esterno.
Ogni elemento di pila da
1,5 V è composto da un elettrodo positivo centrale (figura 1c),
normalmente composto da carbone compresso, da un elettrodo positivo di
zinco, da un elettrolita che reagisce chimicamente can il metallo
rappresentativo del polo negativo, asportando da questo ioni positivi
che vengono attratti dall'altro elettrodo, provocando, internamente alla
pila, una corrente che fluisce dal polo negativo a quello positivo. Di
solito l'elettrolita è rappresentata da una pasta gelatinosa, il
cloruro d'ammonio che può essere facilmente imbrigliata a tutto
vantaggio della trasportabilità dell'elemento.
Il risultato del comportamento chimico interno della pila è quello di
condensare, sul morsetto negativo, un certo numero di elettroni (cariche
negative) e su quello positivo atomi depauperatí di uno o più
elettroni (cariche positive).
Le cariche elettriche, di nome diversa, dislocate sui morsetti del
generatore, tendono ad attrarsi, e questa forza di attrazione interpreta
il possesso, da parte delle stesse cariche, di una certa energia
potenziale, che riconosce l'esistenza, fra i due morsetti della pila, di
una « differenza di potenziale », detta pure « tensione elettrica ».
Con la quale si intende designare l'energia disponibile, allo stato
potenziale, nelle cariche elettriche che si trovano condensate sui due
poli o morsetti.