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CIRCUITO SPERIMENTALE
Fra tutti i circuiti fin qui pubblicati
ed analizzati. quello di figura 9 è certamente il più importante.

Fig. 9 - Circuito di
prova sperimentale per l'esame di comportamento del transistor al
variare della tensione di base applicata tramite il potenziometro 121.
Con le sigle PR e PN sono indicati i due puntali ROSSO e NERO del
tester. II puntale ed il corrispondente conduttore (PR), segnalati con
linee tratteggiate, suggeriscono l'intervento strumentale per la seconda
prova circuitale, quella della valutazione delle tensioni fra gli
elettrodi di base e di emittore.
R1 =820 ohm - 1/4 W
Rc =82 ohm - 1/2 W
P1 = 50.000 ohm (potenz. a variaz. lin.)
TR = 2N1711
VCC = pila (9 V)
Il tester, in questa occasione commutato
nella funzione di voltmetro per tensioni continue e nella scala delle
poche unità di volt, non superiore comunque ai 10 V, dato che la
tensione di alimentazione è derivata da una pila da 9 V, viene
applicato, con i suoi puntali, agli elettrodi di collettore e di
emittore del transistor TR. Il puntale positivo rosso (PR) va applicato
sull'elettrodo di collettore, perché su questo è presente la tensione
positiva, quello negativo, nero (PN) sul reoforo di emittore, dove è
collegato il morsetto negativo della pila da 9 V, cioè
dell'alimentatore VCC.
L'esperimento di figura 9 consiste nel
valutare i diversi valori di tensione, rilevati sulla scala del tester,
al mutare della posizione del cursore del potenziometro, di tipo a
variazione lineare e del valore complessivo di 50.000 ohm, denominato
P1. Il che equivale ad una attenta osservazione del comportamento del
transistor TR in corrispondenza dei successivi e diversi valori delle
tensioni di polarizzazione di base via via applicati su questo elettrodo
del semiconduttore. Cominciamo, dunque, con il cursore di P 1
completamente posizionato sulla parte iniziale della resistenza, che
sullo schema teorico di figura 9 abbiamo indicato con il numero 0.
Ebbene, in tali condizioni circuitali, il transistor non può
funzionare, perché essendo di tipo NPN necessita di una tensione di
polarizzazione di base positiva, non di quella negativa ora applicata.
Il tester, infatti, segnala il valore di tensione di 9 V, ovvero non
indica alcuna caduta di tensione circuitale, testimoniando in tal modo
l'assenza di scorrimento di corrente elettrica. Si suole dire che il
transistor TR, non essendo percorso da corrente, si trova
all'interdizione. Ecco perché, in corrispondenza del primo
tratto resistivo del potenziometro P1 è stata apposta la dicitura
INTERD. Procedendo ora con lo spostamento del cursore di P 1 verso i
numeri più alti, ci si accorgerà che i valori di tensione, segnalati
dal tester, cominciano a diminuire, con l'evidente conseguenza di un
iniziale passaggio di corrente attraverso il circuito. Una corrente che
provoca, lungo il percorso, qualche lieve caduta di tensione.
Più precisamente,
finché la tensione di polarizzazione di base rimane al di sotto del
valore della tensione di barriera della giunzione di silicio di 0,7 V,
il transistor TR conserva lo stato di interdizione. Non appena questa
tensione supera lo 0,7 V, il transistor accenna il movimento
elettronico.
Quando il cursore di P1
raggiunge il valore 4, la tensione rilevata dal tester, che viene
chiamata tensione di collettore e indicata con la sigla Vc, si assesta
intorno ai 4,5 V, ma diventa di soli 0,1 V con il cursore di P 1
posizionato sul valore 7 e rimane ancora di 0,1 V anche salendo fino
alla posizione 8 di P1. Ciò significa che, dalla posizione 7 in poi, la
base del transistor rimane correttamente polarizzata e TR diviene
conduttore. La corrente ora scorre agevolmente attraverso la resistenza
di collettore Rc e fra gli elettrodi di collettore ed emittore di TR.
Si suole dire che, in
queste condizioni elettriche, il transistor raggiunge la
saturazione. Sulla zona corrispondente del potenziometro (7 -
8), infatti, è stata riportata la dicitura SATUR.
Attraverso l'esperimento
così condotto, il transistor TR si è trovato nelle sue tre zone
principali di comportamento:
INTERDIZIONE (Vc = 9
V)
CONDUZIONE (Vc < 9
V)
SATURAZIONE
(Vc = 0,1
V)
Una seconda, interessante
prova, consiste nell'applicare i puntali del tester fra base ed emittore
di TR, come suggerito tramite l'indicazione punteggiata in figura 9,
ovvero collegando il puntale positivo rosso (PR) sulla base e mantenendo
ancora quello negativo nero (PN) sulla linea di alimentazione negativa. Il tester, per questo ulteriore esame del
transistor, va commutato sulla scala di 2 V f.s. Ovviamente, il cursore
di P1 va riportato sulla posizione 0 e poi lentamente spostato verso i
valori più alti. Il risultato è il
seguente: l'indice dello strumento si sposta da 0 V verso 0,6 V assai
rapidamente, per rimanere poi immobile fra i valori di 0,7 V e 0,8 V. Altra prova, da
effettuare con il progetto di figura 9, consiste nel sostituire la
resistenza di collettore Rc con una lampadina a filamento da 12 V - 0,1
A, per constatare come varia la luminosità di questa durante gli
spostamenti del cursore del potenziometro P1. Concludiamo ricordando
che la resistenza R 1 assume la funzione di elemento di limitazione
della corrente di base, quando il cursore di PI è completamente
spostato verso la posizione 8. Nella quale il valore di Ib diviene:
9 V : 820 ohm = 10 mA
circa
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