|
PROVE PRATICHE CON I BJT
Per analizzare il
concetto di impiego del transistor ed il suo comportamento elettrico,
più che una esposizione teorica, serve la pratica realizzazione di
alcune prove sperimentali che fissano nella memoria quegli elementi che
via via verranno applicati nel corso dell'attività dilettantistica. La prima prova pratica, che si realizza
componendo lo schema di figura 5, vuol dimostrare che la conduttività
elettrica, tra collettore ed emittore di un transistor, non può
verificarsi se alla sua base non viene applicata una certa tensione, che
prende il nome di "tensione di polarizzazione di base".

Fig. 5 - La composizione
reale di questo semplice circuito teorico consente di provare come, in
assenza di tensione sull'elettrodo di base del transistor, fra
collettore ed emittore non vi sia un sensibile flusso di corrente.
Gli elementi che
compongono il circuito di figura 5 sono: il transistor TR, la resistenza
di collettore Rc, il microamperometro µA e la sorgente della tensione
di alimentazione. II transistor è il
modello 2N1711, che è di tipo NPN, la resistenza di collettore ha il
valore di 82ohm - 1/4 W, il microamperometro è rappresentato da un
normale tester commutato nella misura di correnti continue e nella scala
dei valori più bassi, l'alimentatore si identifica con una piccola pila
da 9 V. L'elettrodo di base
rimane libero, ossia non collegato ad alcun elemento e la lettura del
valore della corrente che fluisce attraverso l'intero circuito e, in
particolare, nel tratto collettore-emittore, dimostra che il transistor,
così impiegato, è un pessimo conduttore di elettricità. Infatti, se
il tester rimane commutato su una scala di 50 µA f.s., l'indice dello
strumento resta immobile e, per avvertire qualche suo minimo movimento,
occorre inserire e disinserire dal circuito uno dei due puntali dello
strumento.
Nel corso di questa prima
prova sperimentale, non si deve toccare con le dita delle mani il
reoforo di base del transistor, perché essendo il corpo umano sempre
carico di una certa quantità di elettricità, applicherebbe al
semiconduttore la già menzionata tensione di polarizzazione di base,
che provocherebbe un violento spostamento dellindice del tester verso
il fondo-scala. Mentre il circuito di
figura 5 non trova pratica applicazione nei dispositivi elettronici,
quello presentato in figura 6 interpreta il corretto impiego dello
stesso tipo di transistor, vale a dire del 2N1711 di tipo NPN.

Fig. 6 - Esempio di
impiego corretto di un transistor di tipo NPN con tensione di base
positiva prelevata dal morsetto dello stesso segno dell'alimentatore.
In questo caso, infatti,
essendo il terminale di base collegato al morsetto positivo della pila
tramite la resistenza Rb, il transistor diviene conduttore, alcuni
dicono "si accende" e tra collettore ed emittore fluisce una
corrente di 17 mA, ovviamente conservando per i vari elementi circuitali
gli stessi valori adottati nella pratica applicazione di figura 5 ed
assegnando alla resistenza Rb quello di 82.000 ohm - 1/4 W.La corrente
di 17 mA, misurata nel circuito di figura 6, non costituisce una
grandezza costante per tutti i transistor 2N1711. Questa infatti può
variare fra i due limiti di 10 mA e 20 mA perché i transistor, pur
essendo qualificati con la stessa sigla, presentano caratteristiche
elettriche leggermente diverse. E ciò può essere facilmente rilevato
sostituendo, nel circuito di figura 6, il modello di transistor
utilizzato con altri sempre dello stesso tipo, ovvero 2N1711. Per
individuare due semiconduttori con caratteristiche uguali o quasi
uguali, se ne debbono analizzare parecchi, attraverso un lavoro di
selezione che, in talune applicazioni elettroniche, diviene necessario.
|
|