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INTRODUZIONE
Le qualità, che debbono contraddistinguere un
moderno interruttore crepuscolare, sono l'automatismo, la sicurezza di
funzionamento, la totale assenza di scintille. Ebbene, questi ed altri
ancora sono gli elementi di maggior rilievo tecnico, che qualificano il
progetto del foto-relè allo stato solido qui presentato e descritto. Non
occorrono molte parole per interpretare il comportamento automatico
dell'interruttore, che deve funzionare, senza alcuna sorveglianza,
correttamente e tempestivamente, nelle abitazioni civili, nei condomini,
dentro le gallerie, nelle autorimesse, nelle vetrine dei negozi e in
molti locali pubblici. Necessitano invece di alcune spiegazioni le
successive caratteristiche prima menzionate. Come ad esempio quella
della sicurezza di funzionamento dell'apparato, per la quale è stato
decisamente rifiutato l'impiego dell'economico e reperibilissimo relè
che, come è risaputo, è un componente destinato a logorarsi nella zona
dei contatti, dove nelle fasi di eccitazione e diseccitazione, possono
crearsi scintille, assai pericolose se l'interruttore è stato
installato in luoghi chiusi, ricchi di vapori provenienti da liquidi
combustibili o percorsi da tubazioni e condutture del gas. Un'ulteriore,
importante caratteristica elettrica, che ancor più qualifica
l'affidabilità di funzionamento di questo interruttore crepuscolare, va
individuata nell'isteresi della soglia di intervento del circuito. La
quale, programmata in misura ristretta, darebbe luogo a intollerabili
inconvenienti in fase di valutazione della luce, quando questa varia,
quantitativamente, in modo irregolare.
Ad esempio, durante il passaggio
veloce di nubi, o in occasione di repentine accensioni di sorgenti
luminose artificiali, che provocherebbero una sequenza di abilitazioni e
disabilitazioni dell'apparato, con un conseguente danneggiamento delle
lampade collegate in uscita e pilotate dall'interruttore crepuscolare.
Anche se è vero che, esaltando il ritardo di intervento, si
migliorerebbero i risultati e si eviterebbero certi lampeggi, senza
tuttavia risolvere le condizioni tecniche di incertezza, quando la
luminosità atmosferica varia frequentemente. È meglio, dunque, far uso
di un interruttore allo stato solido, ovvero di un triac, per aprire e chiudere i circuiti
degli elementi utilizzatori applicati ai terminali d'uscita del progetto
senza generare alcuna
scintilla o logoramento apprezzabile sotto l'aspetto pratico. La soglia
di intervento, inoltre, è caratterizzata da una originale ed energica
isteresi, che praticamente si identifica con una grande sensibilità del
circuito alle diminuzioni di luce, quando è spento; ed agli aumenti,
quando è acceso, pur rimanendo indifferente alle variazioni comprese
fra le due soglie di isteresi, con immunità assoluta alle piccole
fluttuazioni e ai disturbi luminosi.
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